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domenica 15 marzo 2015

un anno di petizione.

In un anno la petizione per l'approvazione del DDL405 ha raccolto 8.522 firme. Quì potete leggere cosa questo testo comporterebbe se convertito in legge. Ad oggi la volontà politica di portare avanti questo DDL non va oltre alle chiacchiere e alle supposizioni fatte durante convegni LGBT. La paura dei paletti che le destre e le ale cattoliche potrebbero mettere scoraggiano a proseguire nell'iter di approvazione, anche perché un "simil-matrimonio per tutti" porta a casa più consenso che una legge a favore di poche decine di migliaia di persone.
Presto la cassazione si pronuncerà riguardo l'obbligo di sterilizzazione per ottenere il cambio anagrafico e, con tutta probabilità, in accordo con quanto stabilito da altri paesi e dalla corte europea dei diritti umani, non sarà più possibile per un giudice bloccare il cambio anagrafico perché non è accertata la sterilità della persona richiedente. Ci basta questo? Possiamo, nel 2015, accettare che un giudice debba decidere riguardo la nostra identità, con i costi e i tempi che questo comporta? Possiamo accettare di sottoporci a perizie di psichiatri, psicoterapie preventive, divorzi d'ufficio, tempi d'attesa infiniti, frustrazioni quotidiane, continui tagli dei servizi medici e sociali a noi dedicati?

STOP 
ALL'OPPRESSIONE DELLO STATO
SULLE PERSONE TRANSESSUALI

  • Perché sono una giovane transessuale e vorrei che il mio stato tutelasse i miei diritti.
  • Sto firmando perché questa è l'unica motivazione che non mi fa iniziare il mio percorso e sn 49 anni che aspetto che qualcosa cambi!
     
  • E' ora di cambiare
     
  • perche' l Italia necessità di smuoversi!
  •   Sto firmando perché sono un ragazzo ftm che ha il diritto ad essere se stesso senza giustificare nulla ad uno Stato che continua a reputare "diverso" un concetto che sta alla base della democrazia: la libertà!
     
  • L'identità di una persona è uno stato individuale, non una condizione decisa dallo Stato.
  • sto firmando perché bisogna sempre lottare per ciò in cui si crede.
  • Perché sono stanco di essere diverso da ogni essere umano, e voglio essere diverso da tutti. Con libertà.
     
    E' ora di finirla con la discriminazione

  •  Il diritto di ogni persona di essere come è

    È' cosi' xche' in un mondo civile e fi diritto deve essere cosi'
  • Sto firmando perché ritengo sia giusto che le persone transessuali ottengano il cambio dei documenti senza troppi problemi inutili.

  • Firmo la petizione in quanto sono una persona transessuale ed ho diritto ad avere i documenti anagrafici con il sesso a cui sento di appartenere,indipendentemente dall' intervento di riattribuzione sessuale.Forza ce la faremo!!!!

lunedì 3 novembre 2014

dai commenti alla petizione: ho firmato perché..

Perché mi sembra una violenza che un uomo o una donna deva mutilarsi per cambiare il suo sesso nell'anagrafe. Una legge così è da anni che dovrebbe essere stata revocata. maria josé carrazoni
 Perché trovo una tutela sia per lo stato che per il cittadino che i documenti vengano adattati alla persona , per evitare danni a se e a terzi . Ed evitare a tutti molti disagi legato a questo problema. Tobias Pellicciari
E' importante il diritto all'integrazione senza alcuna sorta di differenza in base all'orientamento sessuale o di genere. E' inaccettabile che una persona transessuale viva alienata per impossibilità ad accedere al mondo del lavoro o per paura di uscire di casa e di essere vittima di violenze verbali o fisiche. E' ora di educare questa popolazione alla civiltà e al rispetto dei diritti inviolabili della persona, di ogni persona Giuseppe De Carlo




Firma la petizione


sabato 9 agosto 2014

Dai commenti alla petizione

Dai commenti alla petizione:

E' importante che il cambio anagrafico per le persone transessuali non dipenda da un giudice ma solo da una propria decisione: avere un'identità 
legale coerente con il proprio aspetto è un diritto. Chiedo, inoltre di vietare di intervenirechirurgicamente sui genitali dei neonati intersessuali non è un bisturi che determina il divenire uomini 
o donne, ma la propria natura. 
Crescere esprimendosi liberamente
è un diritto (Rosetta).
 perche' le persone sono tutte "persone "
senza distinzioni libere di indirizzarsi
dove meglio si collocano (Gloria).

venerdì 13 giugno 2014

Ho firmato perché..

perchè sono una transessuale MTF e sono davvero stanca che mi rinfaccino in ogni situazione di vita...chei miei genitali valgano piu della mia laurea, della mia onestà e della mia ricerca della serenità. Luciano



E' importante per mia figlia che ha iniziato il suo percorso tre anni fa e spesso è in difficoltà per i documenti. Mia figlia si sottoporrà con decisione e gioia all'intervento di adeguamento. Romana



Perché sono contro i provvedimenti che si prendono con persone diverse, non è giusto per niente che qualcuno anche facendo una cosa propria si deve pagare.. non esiste spero che questa petizione arrivi fino in fondo. Savio




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domenica 8 giugno 2014

Gabrielle: ho firmato perché..

Sono nata a Milano ventisei anni fa. Un bambino, maschio. O così almeno sosteneva il dottore che mi visitò appena nata. Ma la mia non è una storia di disforia. Come mia madre mi racconta spesso, appena nata continuavo fissare ostinata quel pediatra che mi girava e rigirava per svolgere gli accertamenti di rito, tanto che, finita la visita, il dottore si lasciò sfuggire: “Devo farvi i miei auguri, signori, questo bambino darà filo da torcere”. E così è stato: la mia non è una storia di disforia, ma di libertà e di lotta, di dignità e amore, seppur attraverso il dolore. Sono stata amatissima dai miei genitori, sempre divisi, loro malgrado, tra il desiderio di lasciarmi libera di esprimermi e il peso del giudizio degli altri, che trovavano scandaloso avere un figlio che “faceva la femmina” e lasciarglielo pure fare. Con loro ho vissuto serena, sapendo che ero meritevole di affetto come chiunque altro, pur essendo diversa, e questo mi ha resa la persona decisa che sono oggi. Il loro amore mi ha salvata dall’odio di me, dal vedermi sbagliata, portatrice di una “malattia”, dal desiderio di autodistruzione – che tuttavia, quasi inevitabilmente, per me come per tant* di noi, sono arrivati.

La vera malattia l’ho conosciuta nella compulsione dei miei coetanei a umiliarmi, demonizzare la mia differenza con scherzi crudeli, botte, violenze psicologiche, e nella complicità indulgente di adulti ed educatori. Il confronto con il mondo esterno era un dramma costante, che mi aveva gradualmente emarginata, irreparabilmente convinta che, per “quelli come me”, non ci fosse posto a questo mondo. Il dolore mi aveva divisa da me stessa, incapace di trovare le parole per raccontare chi ero, come mi sentivo, percepivo una rottura dentro di me. Come era possibile che la mia famiglia mi avesse amata tanto, se non ero che un fallimento, meritevole solo di scherno e umiliazione?

Mi ci sono voluti venticinque anni per guardare indietro e scoprire con meraviglia che, in realtà, non vedo nessuna rottura, ma una irriducibile continuità nella mia esistenza, che mi è stata restituita dalla mia scelta di affermare la mia identità. Quando a cinque anni pensavo al mio futuro da adulta, vedevo su per giù quella che sono ora (magari un po’ più sorridente), non certo quello che gli altri pensavano che avrei dovuto essere. Grazie all’educazione libera e amorevole che ho avuto in famiglia, non ho mai pensato che essere nata con certi genitali riassumesse e preordinasse in qualunque modo quella lunga serie di aspettative e norme che invece la società, presto o tardi, impone su tutti noi. Aspettative su chi dovremmo essere, cosa dovremmo fare nella vita, quali i ruoli a noi concessi, il linguaggio e le forme di espressione giuste per noi. Del resto, che cosa hanno mai saputo gli altri di chi ero io, cosa sentivo e desideravo per me? Alla fine, pur tra le violenze, la sofferenza della negazione e la gioia della scoperta di me, ce l’ho fatta, ho vinto le forze che volevano distruggere la mia verità del mio essere, espropriarmi di me stessa per obbedire a dettami che non ho mai sentito miei.

E, quando si arriva qui, ci si rende conto di quanto sia spontaneo, in realtà, essere noi stessi, di quanto lotta e sofferenza risiedano tutte nel combattere contro un modo che non comprende e non accetta. Per questo mi chiedo, e chiedo a tutti, perché, dopo queste lotte e conquiste, uno Stato dovrebbe negarmi la possibilità di vivere la continuità della mia vita, senza dover forzatamente dare spiegazioni ogni qual volta mostro il mio documento di identità? Perché dovrei essere obbligata a giustificare, scusare quasi, la mia esistenza agli occhi degli altri, quando per me non c’è niente di più sincero e giusto di ciò che vivo quotidianamente? Perché la mia identità deve essere violata ogni volta che qualcuno legge, scrive, chiama a voce alta un nome che non è mio, mentre io mi vedo costretta ad assicurare che non c’è errore, non c’è inganno, e tentare, spesso invano, di ristabilire in chi ho di fronte una fiducia ormai sbriciolata dal pregiudizio? E, dall’altra parte, perché, per porre fine a tutto questo, dovrei essere costretta a subire interventi chirurgici di cui non sento l’esigenza, volti unicamente a cancellare la mia individualità e omologarla a un modello imperante binario, sessita e genderista? Sono stanca di vedere la mia esperienza, insieme a quella di tante altre persone come me, messa a tacere e stigmatizzata, oppure strumentalizzata per scopi che non hanno niente a che vedere con il riconoscimento e la dignità delle persone trans*.

Ricordando le parole di un’amica molto cara, una delle persone più brillanti che abbia avuto l’immenso dono di conoscere, mi sento di poter dire che sogno una società in cui ognuno di noi sia libero di scegliere chi vuole essere, come vuole esserlo, e le persone che vuole amare, senza dover rendere nessuna giustificazione per le proprie scelte. Questo per me è vivere dignitosamente. E per questo ho firmato la petizione, e ho chiesto ai miei cari e ai miei colleghi di farlo insieme a me.


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sabato 31 maggio 2014

Ho firmato perchè..

perche' ad oggi in quanto ragazza transessuale non riesco a trovare piu' un lavoro come make-up artist nelle aziende di cui prima lavoravo perche' queste taciotamente discriminano ,e in quanto ragazza transessuale per via dei documenti non congrui alla mia nuova identità di genere femminile e non desiderano avere a che fare con persone come me, cosi come nello stesso identico motivo non riesco a trovare una casa in affitto!
Vi prego fate qualcosa non si puo' piu' andare avanti cosi' !!! è ora che si cambi e si inizi a capire che la vita e' uguale per tutti e i diritti di noi persone transessuali li dobbiamo avere e far valere in quanto persone e umani civili e terrestri come tutti !!! GRAZiE GRAZIE GRAZIE (Adriana)

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lunedì 19 maggio 2014

Caterina: Non conta in guscio, ma il cuore della persona

Dai commenti alla petizione:

Perché penso che vivere sia un diritto di tutti, perchè penso che l'orientamento sessuale non faccia la persona, perchè penso che siamo ancora alla pietra e mi vergogno di essere italiana e a volte essere umano per quello che lo stesso è in grado di fare/pensare, perchè sono stata vittima anche io di bullismo, perchè preferisco intervenire invece di far finta che non esistano questi problemi, perchè voglio vivere in un mondo dove quello che conta non è il guscio, ma il cuore e l'anima della persona!
Caterina

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domenica 11 maggio 2014

slideshow contro la transfobia

Vuoi comparire nello slideshow nella colonna destra del blog e sui nostri canali facebook e twitter?

 


Mandaci una foto con un cartello che porti scritto un messaggio contro la transfobia seguito da #ddl405, lo pubblicheremo!

perché firmare è importante?

da un'idea di Matteo Tortora e grazie agli attori Sandra Garuglieri e Alessandro Baldinotti, vi presento il video che da oggi sarà incorporato su change.org in sostegno alla nostra petizione


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giovedì 1 maggio 2014

La mia età non mi permette un'operazione completa

Ho firmato perché..

Dopo aver intrapreso un percorso di transizione che ora ritengo assurdo invasivo e estenuante "ONIG" ora mi trovo al punto di partenza, la mia età non mi permette un'operazione completa, ma purtroppo mi dovrei rassegnare no, mi dispiace, fin quando avro vita e forza combatterò in qualsiasi modo per poter ottenere ciò che è un mio diritto, essere una donna riconosciuta a tutti gli effetti, in modo che non possa tutte le volte dover dimostrare chi ero, ciò che adesso non sono più... tutte le volte mi sento ferita e umiliata (Alessandra)


Oggi, in Italia, seppur sempre più giovani intraprendono il percorso perché hanno informazioni e supporto che non c'erano fino a pochi anni fa, l'età media di inizio transizione è attorno i 40 anni. Non tutti vogliono o possono affrontare un intervento chirurgico dal risultato non prevedibile.


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Voglio i miei diritti

 Ho firmato perché..

Futuro FtM! Voglio i miei diritti!

(Elisabetta)



Vogliamo deluderlo?!



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mercoledì 30 aprile 2014

Elena: smettiamo di livellare le personalità!

Mi chiamo Elena, sono una ragazza di 24 anni, bisessuale/pansessuale e la mia identità di genere corrisponde al mio sesso biologico, io non sento affatto, per questo o per altri motivi , un distacco, una distanza, con chi si trova a vivere una disforia di genere, piuttosto, una vicinanza, voglia di provare a comprendere. Vorrei che la gente venisse mossa da una sensazione interiore, che spinge forte, in base alla certezza che, questa è una di quelle cose che riguarda tutti noi, a prescindere dall'orientamento sessuale, dal sesso biologico e dall'identità di genere. Si tratta di riconoscere diritti, necessari, per permettere ad altri esseri umani di smettere di sopravvivere e di cominciare finalmente a vivere. Provando, quantomeno ingenuamente, a mettersi nei panni dell'altr*, sentire che qualcosa è necessario fare, sentire che qualcosa è necessario e urgente cambiare. Ho sempre sentito questa chiara "empatia", quando si parlava di disforia di genere, sentivo una spinta di comprensione, sentivo di essere di fronte a un disagio incomunicabile, che, però, mi arrivava forte e chiaro, e, mi stupisco sempre, quando mi rendo conto che non a tutti, purtroppo, arriva questa sensazione che non tutti sono in grado di tenere aperta la comunicazione con l'altr*, quel tipo di comunicazione che ti permette di tenere a mente che è importante accogliere le diversità, anche quando è difficile, faticoso e a volte, persino, doloroso farlo, si tratta di una crescita personale e collettiva, emotiva ed intellettuale, non si possono più permettere ingiustizie simili. Bisogna smettere di mutilare i bambini intersessuali per adattarli ad un binarismo di genere che non consente loro libertà di scelta, smettere di incanalare in stereotipi, preesistenti, l'identità dell'individuo, smettere di livellare e normalizzare tutte le personalità, per adattarle a una società che va cambiata, invece, in base alle necessità di ogni individuo, nel rispetto dell'altr*. Cambiare dati anagrafici come sesso e nome, sui documenti, accedere più facilmente ad un percorso di transizione, permette ad una persona trans* di sentire che la propria identità viene riconosciuta e rispettata. Agiamo contro ogni ingiustizia e preconcetto. Vorrei che cominciassimo a muoverci da subito! Possiamo farlo tutti, indistintamente. La strada è lunga, ma si può cominciare con una piccola firma. Battiamoci perchè possa finalmente essere un diritto sentirsi se stess* e scegliere liberamente per se. L'autodeterminazione è un diritto! (Elena)


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domenica 27 aprile 2014

Giulia: il corpo è uno strumento che deve suonare la musica che hai dentro

"Il mio contatto indiretto con l' universo della transessualità e dell'intersessualità è avvenuto prima e purtroppo attraverso i mezzi comuni di comunicazione, con una visione distorta della prima e completamente assente della seconda. Poi sono arrivata all' università, dove ho potuto finalmente avere un contatto diretto con una ragazza transessuale compagna di facoltà di un mio amico e con il barista sempre transessuale del pub che frequentavamo. Nel primo caso la transizione era già avvenuta, nel secondo ne ho potuto seguire tutte le tappe. Io posso solo dire che la percezione che avevo di questo ragazzo nato femmina all'inizio del suo percorso era quella di una profonda disarmonia. Come se il suo cuore ed il suo cervello suonassero all' unisono un' unica musica, ma il suo corpo gli impedisse di farla uscire, come se fosse un ostacolo alla sua libera espressione. Pian piano che nel corso del tempo avanzava la transizione, fu incredibile vedere come tutto si armonizzava, quanto lo "strumento" corpo fosse sempre più adeguato a suonare la musica che aveva dentro. Per interesse personale nel voler conoscere quanti più universi dell'umanità di cui faccio parte e con il profondo desiderio di avere i mezzi per comprenderli e viverci in armonia, mi sono informata anche su questo, con la profonda convinzione che non è necessario viverle direttamente le esperienze per poterle capire poichè siamo tutti esseri umani ed è impossibile non "entrare" nell'altr* , e nel mio caso in particolare, non mi è difficile capire dal momento in cui ho vissuto seppur con obiettivi diversi tutta la mia vita in difesa della mia identità, so cosa vuol dire sentirla esplodere dentro, così chiara, forte e definita. So cosa vuol dire cercare di respingere le barriere che la società, a partire dalla tua famiglia pone per non farla trabordare, difendersi contro i tentativi di modificarla, fare sacrifici immani per sostenerla, e, a volte, lottare anche contro me stessa per rimanere salda nella mia autenticità. Ecco, come posso io allora tollerare che persone in cui percepisco il mio stesso dolore, che hanno vissuto il mio stesso percorso di ricerca dell'autenticità con tutto quello che comporta, possano essere ostacolate in questo??? Possano non essere libere di lasciare il fiume in piena??? E' per questo che appoggio la petizione, perchè venga tutelato il diritto alla libertà di ESSERE, che vengano abbattuti i muri che impediscono alle persone transessuali ed intersessuali di VIVERE praticamente. Perchè so bene che, seppure non è tempo sprecato, quello speso per lottare è tempo tolto ad una vita serena. Trovo squallido per una società civile restare ancorati a leggi (sunto della cultura e del sentire comune) vecchie e retrograde" (Giulia)


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giovedì 24 aprile 2014

la legge attuale non è più adeguata.

Dai commenti alla petizione:

La legge 164/82 fu una grande e faticosa conquista che all'epoca portò l'Italia all'avanguardia per il riconoscimento della situazione giuridica delle persone transessuali. Questa legge tuttavia ormai da molti anni non è più adeguata a garantire dignità, diritti ed eguaglianza nella vita sociale e nel lavoro e peraltro nulla dice rispetto a un necessario divieto di interventi mutilativi su neonati intersessuali. Riteniamo pertanto urgente che il DdL S 405 a firma del Senatore Lo Giudice, che soddisfa molte delle condizioni per le quali ci battiamo da anni, sia posto al piu' presto in discussione e rapidamente approvato (Associazione Radicale Certi Diritti)


 cliccando "sostengono la petizione", sotto l'intestazione del blog, troverete la lista delle associazioni e collettivi che sostengono la nostra petizione. Sei socio di un'associazione o fai parte di un collettivo? Scrivi a disegnodilegge405@gmail.com per aggiungerti alla lista!

domenica 20 aprile 2014

Alexia: supporto per i genitori di neonati intersex

Dai commenti alla petizione:
Non è solo uno scandalo chiedere alle persone di adeguarsi entro un rigorosissimo bimorfismo sessuale coercitivo, è anche vergognoso che per quanto riguarda le situazioni di intersessualità, all'interno delle strutture ospedaliere, non si trovino figure adeguate a supportare psicologicamente dei genitori fondamentalmente impreparati (Alexia).

Purtroppo quel che dice Alexia è una realtà: I medici sono spesso impreparati a gestire i bambini (e gli adulti) con condizioni di intersessualità. Usano parole come patologia, deviazione, problema. Mettono i genitori in stato d'allarme con parole come decidere, intervenire, correggere. Non esistono figure formate, che possano assistere i genitori, che possano sostenerli, che possano aiutarli. 

Il ddl405 prevede lo stop alle chirurgie correttive su neonati nati con condizioni di intersessualità, ma prevede anche formazione per il personale sanitario: i genitori hanno il diritto di proteggere i propri figli, hanno il diritto di essere informati ed aiutati per poterlo fare nel migliore dei modi.

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venerdì 18 aprile 2014

Isabella: vogliamo una vita serena, libera e realizzata

Ho firmato perché:

Che nessuno sia discriminato!
La testimonianza diretta e toccante di Michela Angelini rivela degli aspetti che investono tutta l'esistenza di una persona. Siamo esseri umani, tutti indistintamente, e vogliamo una vita serena, libera e realizzata. Per questo diritto imprescindibile firmo la petizione. (Isabella)


L'idea di far partire questa petizione è nata proprio dopo la messa in onda della puntata de "i dieci comandamenti" che ha parlato di noi e di percorso di transizione in modo estremamente facile e comprensibile, al punto che non c'è stata una voce in dissenso, né riportata a noi nésui canali rai dove si poteva commentare la puntata, che volesse criticare qualcosa. Mi sono detta: la gente è più avanti della politica, è la politica che deve cambiare e tutti devono poterlo urlare. Così l'idea di questa petizione, ogni firma arriva a decine di parlamentari, alcuni dei quali hanno speso parole a favore di questa pdl durante la campagna elettorale, alcune di loro deputate per ruolo istituzionale a doversi esprimere per far si che questo ddl arrivi in discussione.

Dobbiamo farci sentire! Fate video, intervistate gente, fate un selfie con un bel cartello che dica cosa ne pensate: mettiamoci la faccia! inviate il materiale a disegnodilegge405@gmail.com e lo pubblicheremo sul sito!


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giovedì 17 aprile 2014

Ho firmato perché.. credo nell'autodeterminazione

Perché sono la mamma di un piccino con diversa differenziazione sessuale e credo nella autodeterminazione...
(Serena)

Sono felice, perché questa mamma ha preferito dare il potere di scegliere al bimbo, sono felice perché, anche grazie alla nostra campagna, questi genitori si sentiranno sempre meno soli

Segnalo a tutti e tutte che intersexioni ha attivo un punto informativo sulle questioni intersex/dsd, uno sportello virtuale di prima accoglienza tramite web o telefono e lavora per creare una rete di contatti tra persone direttamente interessate (intersex/dsd), loro familiari e amici, studiose/i, attivisti e operatori socio-sanitari.

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mercoledì 16 aprile 2014

Barbara: modalità similari a quelle applicate dal partito nazista

Dai commenti alla petizione:

la legge sul cambio di sesso deve dare un'alternativa di vita migliore, offrendo anche la possibilità di una conversione chirurgica se è essenziale per il benessere vitale del singolo individuo come sua libera scelta, non obbligando di fatto ad una automutilazione di Stato per ottenere un cambio a livello anagrafico. Una pratica burocratica non può essere associata d'obbligo ad una pratica chirurgica nelle modalità similari a quelle applicate dal partito Nazista in Germania all'epoca della Seconda Guerra Mondiale (Barbara)

Le persone che oggi chiamiamo transessuali (termine coniato nel 1949) per il regime nazista erano omosessuali incurabili, vite indegne di essere vissute, persone utili solo ad esperimenti atroci. Il regime nazista, ma non fu l'unico, tentò di guarire l'omosessualità con massicce dosi di testosterone, con l'elettroshock, con la lobotomia, provocando la morte di quasi tutti i pazienti. Quando andava bene i "pazienti" venivano solo sterilizzati, per evitare potessero propagare i loro geni di sicura orgine non ariana*.
Dobbiamo aspettare il 1966, quando  Harry Benjamin dichiara che l'unico modo per guarire quel disagio che oggi chiamiamo disforia di genere è adattare il corpo alla psiche. Il Italia abbiamo dovuto aspettare fino all'82 per veder legalizzata la possibilità di cambio del sesso anagrafico e qualche anno in più per avere l'adeguata assistenza sanitaria. Resta una cosa comune ai tre periodi storici citati: c'è sempre stato qualcuno che ha dovuto dare un nome alla nostra condizione e l'ha normata come credeva. Oggi chiediamo il rispetto del diritto di autodeterminazione sui nostri corpi, oggi chiediamo di decidere della nostra identità e che la nostra identità venga riconosciuta quando lo chiediamo, e non dopo aver reso il nostro corpo sterile e gradevole per qualche autorità.



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*c'è solo un'altra comunità che condivide con noi una storia altrettanto triste: la comunità rom. Il regime nazista sosteneva che l'eccessivo meticciamento di questa popolazione (che era comunque ariana!) provocasse comportamenti antisociali e, in virtù di questo, doveva essere eliminata. La sterilizzazione forzata delle persone di etnia romanì è stata portata avanti (e viene ancor oggi perpetuata e riproposta) da più stati, al pari di quanto è successo e succede per la comunità transessuale.

lunedì 7 aprile 2014

Le faremo sapere

Dai commenti alla petizione:

ciao, sono Angelo ma come vedete il nome è ancora al femminile devo aspettare la sentenza per i documenti, anche se ho gia' fatto gli interventi, quindi di donna c'e' solo il nome. A luglio faccio 1 anno che sono stato operato. Sono senza lavoro le cooperative ti guardano e' ti dicono le faremo sapere.......grazie, un abbraccio, Angelo.

 Angelo ha firmato la petizione con il suo nome legalmente valido ma lascia il commento con il nome che ha scelto, quello che lo rappresenta, che tutti usano per qualsiasi rapporto sociale. Angelo ha già fatto tutto quel che lo stato impone per avere la correzione anagrafica e quindi i documenti corretti, ma è ancora legalmente donna, perché il giudice non si è ancora pronunciato, ed è già passato un anno. Quanto dovrà aspettare ancora per vedersi correggere un pezzo di carta? Quanto dovrà aspettare per essere preso in considerazione quando cerca un lavoro?

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