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lunedì 14 luglio 2014

Alessandro Comeni, attivista intersessuale


Dal canale video di interseϰioni, intervento di Alessandro Comeni, attivista intersessuale, alla primavera Queer 2014: Prima Queer Week dell'Università G. D'Annunzio, organizzata dal Collettivo La Mala Educacion e dal Laboratorio Le Antigoni, 28 aprile e dal 5 al 9 maggio, Univ. G. D'Annunzio (Chieti).



"la medicina dice che io sono incompatibile con la vita"

"sto benissimo, però sono socialmente inaccettabile"

"siamo sottoposti ad aborto terapeutico"

"abbiamo diritto di esistere, di nascere"

Il DDL405 impone lo stop delle chirurgie genitali sui neonati intersex, che non basta a far si che la loro identità sia accettata e rispettata, ma è comunque un'importante tutela per un gruppo di persone che non ha alcun diritto all'autodeterminazione sul proprio corpo e sulla propria vita. Firma la petizione http://goo.gl/BFjLxD

domenica 11 maggio 2014

perché firmare è importante?

da un'idea di Matteo Tortora e grazie agli attori Sandra Garuglieri e Alessandro Baldinotti, vi presento il video che da oggi sarà incorporato su change.org in sostegno alla nostra petizione


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giovedì 8 maggio 2014

l’attribuzione del genere, marchio per la nostra persona

Dal Blog di Fabrizio Paoletti, stralcio di un post scritto a seguito della serata organizzata da intersexioni, LIBER* di ESSERE  Per l’autodeterminazione delle persone intersex o con “differenze” nello sviluppo sessuale, Martedì 6 maggio 2014, Firenze.
 "Ho sentito su di me il peso che questa situazione porta, come l’attribuzione del genere sia un marchio per la nostra persona, come in base al genere che ti viene riconosciuto chi si pone di fronte a te entra in relazione in un modo piuttosto che in un altro, come sia un assunto fondamentale dovere essere identificato col genere per la società e per poter avere un approccio relazionale al mondo. ho sentito tutta la difficoltà di questa mamma che cerca di trovare la strada per spezzare la barriera della necessità di identificazione del genere per sua figlia con grande difficoltà, una battaglia contro il mondo.
Avere questo riporto, la visibilità di persone intersessuali che sviluppano questa loro “natura” che tipicamente  viene considerata anormale/anomala e quindi patologizzata e medicalizzata a forza, quando poi si scopre da adulti che il gioco dell’identità di genere non è strettamente ed univocamente legato alla somministrazione di ormoni che possono addomesticare la “natura” di queste persone.. come ci racconta Alessandro che fino a 17 anni ha vissuto come ragazza e poi ha interrotto la somministrazione di farmaci che gli venivano somministrati dalla nascita, per diventare l’uomo e la persona completa che è oggi".


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mercoledì 30 aprile 2014

dal puledro al bambino, intersessuali al margine del sistema


Per gli amanti degli animali la nascita di un piccolo è sicuramente il momento emotivamente più toccante. Nella mia esperienza da veterinaria ho avuto il privilegio di assistere a diverse nascite di puledrini: prima arriva lo scroscio dovuto alla rottura delle acque, poi le contrazioni spingono pian piano il nascituro verso l'esterno. Di li a poco ci sarà un esserino tutto bagnato, accovacciato vicino la madre, pronta a fornire le prime amorevoli cure. Questo è il momento in cui, forse, è per tutti palese che le barriere di specie non sono poi così alte come crediamo: l'empatia tra questamadre e questo figlio non è diversa da quella umana.
Di li a pochi giorni, dapprima traballante, poi stabile e forte, il puledrino sarà pronto per correre attorno la mamma ed esplorare il piccolo recinto, o box, in cui vive, dove resterà per non più di sei mesi perché, poi, dovrà seguire il suo percorso di normale animale da reddito, facendo guadagnare soldi al proprietario correndo o contribuendo al concepimento di nuovi puledri, come stallone o come fattrice. Prima di abbandonare quel box, o recinto, i puledri andranno microchippati e iscritti, come maschi o femmine, all'anagrafe equina.
Nella primavera del 2011, però, succede una cosa insolita: nasce, da una fattrice da trotto, un(a) puledrin@ intersex, ermafrodita, o come lo definirebbe la terminologia medica un DSD, un disordine dello sviluppo sessuale. Il “piccolo DSD”, che non ho avuto purtroppo il piacere di conoscere, me lo immagino simpatico e curioso. Sicuramente fa la stessa vita di qualsiasi puledrin@ della sua età: dorme, si alza in piedi, va a poppare e saltella per il box vocalizzando i suoi primi, timidi, nitriti.
Il “piccolo DSD” è però sfortunato: di tutte le forme di intersessualità che potevano capitargli si è beccato proprio quella più evidente. Osservandolo, anche l'occhio meno esperto avrebbe notato la presenza di quel piccolo pene vicino la vulva.
Posso solo immaginare l'imbarazzo del proprietario, nel chiedere il da farsi al veterinario, mentre il “piccolo DSD” fa la sua grassa poppata, ignaro di quel che sta succedendo al di là dell'inferiata del box: “Come si fa? Lo devo iscrivere come maschio o come femmina?”. Sicuramente il veterinario, l'avrà informato che, quello che ha davanti, non è un soggetto fertile, né da femmina né da maschio, quindi non potrà mai essere né fattrice né stallone. “Non si poteva vedere dall'ecografia questa cosa?”, “Non potevamo liberarci di questo mostro prima che nascesse?”, “Proprio a me doveva capitare questa sfortuna?”, si sarà chiesto il proprietario.
So che, spinto da non so quali intenzioni, il veterinario ha proposto di intervenire chirurgicamente sul povero “piccolo DSD”. Io, però, lo immagino con la bavina alla bocca, mentre pensa alla pubblicazione scientifica che potrebbe fare amputando quell'imbarazzante pene - clitoride, plasmando una femmina normale, dotata di una normale, perfetta, meravigliosa vulva. Subito dopo avrebbe eliminato le gonadi, per evitare qualsiasi influsso ormonale di quel buffo organo, che non né ovaio né testicolo. Lo so, nella sua mente stava già nascendo l'immagine di un semidio, vestito da chirurgo plastico. Infondo un chirurgo plastico che fa, se non nascondere imperfezioni, rendendo più nella norma chi si sente diverso? L'unica differenza tra il nostro improvvisato chirurgo plastico veterinario ed un chirurgo plastico per umani, è che l'ignaro “piccolo DSD”, a differenza di un ipotetico paziente umano, non si sente affatto diverso, anormale, brutto o strano. Salta, annusa il mondo circostante, guarda curioso quel che accade lì attorno. Però potrebbe non qualificarsi alle corse e, sterile, non avrebbe alcun altro possibile utilizzo. Il piccolo “DSD” viene, così, abbattuto.

L'intersessualità, nel mondo animale, non è evento così raro come si può pensare, solo, a differenza di ciò che accade nell'uomo, spesso passa inosservata e registrata come “infertilità” in bovini, ovini ed altri animali da reddito, colpevoli di non compiere il loro mestiere di generatori di figli, e quindi di latte, o perché hanno comportamenti simili a quelli del sesso opposto. Come per il “piccolo DSD”, diventano animali non produttivi e finiscono al macello, senza che l'allevatore si ponga troppe domande.

C'è però una specie animale che, a mio avviso, se la passa peggio di tutte quando si tratta di intersessualità: l'uomo.
I medici, osservando e studiando le persone intersessuali, hanno stilato una lista di diversi casi che portano a, quelli che loro chiamano, disordini dello sviluppo sessuale:

- Mosaicismo cromosomico ( no xx, no xy), 1 su 1.666 nati
- Klinefelter (xxy) 1 su 1.000 nati
- Sindrome da insensibilità agli androgeni (o sindrome di Morris) 1 su 13.000 nati
- Parziale sindrome da insensibilità agli androgeni 1 su 130.000 nati
- Ovotestis (o vero ermafrodita) 1 su 83.000

L'intersessualità, termine che preferisco a “DSD” perché puzza meno di patologia, é una naturale variante sessuale che, noi umani, vogliamo eliminare perché non accettiamo nulla che vada oltre la biblica immagine di un Adamo, maschio virile e di una Eva, femmina fertile.

I dubbi che attanagliavano proprietario e veterinario del “piccolo DSD” sono gli stessi che hanno portato la classe medica ad ideare quel sistema di “normalizzazione - invisibilizzazione” ancora in voga oggi: aborti preventivi di quelle forme di intersessualità diagnosticabili durante la vita fetale ed interventi chirurgici e ormonali su quei neonati che presentano genitali non conformi alla norma, anche se non necessariamente appaiono ambigui.
In Italia siamo, come al solito, ignoranti riguardo certe tematiche e, basandoci su una concezione di sesso e identità di genere estremamente antiquata, ci sentiamo in dovere, di donare la felicità a questi bambini giocando al chirurgo plastico con questi corpicini inermi modificandoli più e più volte. I bambini crescono e gli interventi di normalizzazione - invisibilizzazione dovranno esser ripetuti almeno fino la pubertà.
I nostri medici, ignorando che l'identità di genere, la nostra anima di donna o uomo, non dipende né dal sesso, né dall'educazione impartita, consigliano ai genitori di nascondere tutto al bambino, di non parlare con nessuno dei farmaci che prende e degli interventi chirurgici che ha fatto e farà.
Il bambino crescerà, così, malato, senza sapere di che malattia è portatore e punito per ogni comportamento non congruente al genere imposto dal medico urologo.
“Potrebbe essere cancro?”, “Morirò presto senza questi farmaci?”, “Forse morirò comunque da un giorno all'altro”. Queste sono le domande che si pone un ragazzino intersex, quando comincia a capire di essere in cura per qualcosa di così brutto da non poter esser nominato.
Crescendo, una persona intersex normalizzata al femminile (solo perché chirurgicamente è più semplice) potrebbe sviluppare un'identità di genere maschile, sentirsi uomo, perché questa è la sua natura. Chi glielo spiega, a questo punto, che la legge 164/82 esclude le persone intersessuali dal percorso di adeguamento del sesso?
Chi nasce con atipicità genitali, pur non avendo problemi di alcun tipo, viene messo automaticamente nella categoria “mostri da riparare o nascondere”. I genitori, schiavi di una mentalità che prevede solo vestitini o rosa o blu, non vengono formati per accettare la natura del piccolo ed imparare a crescerlo serenamente ma, convinti da improvvisati medici esperti di intersessualità, finiranno per accettare che il proprio bimbo sia da abortire o, neonato, sia da plagiare, prima nel corpo, poi nella mente.

L'intersessualità è, come il transgenderismo, una malattia creata da una società che non è disposta ad accettare che sesso e genere sono categorie tenute in piedi solo dalle nostre menti stereotipate. Ogni individuo, con il suo modo unico di esprimere sesso, genere ed orientamento sessuale, è una diversa tonalità di colore di un arcobaleno di varianti, che non prevede quelle gabbie in cui costringiamo i diversi da noi per allontanarli dalle nostre paure.



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APPROFONDIMENTI:

Intersex horse found on Ontario farm
http://www.cbc.ca/news/canada/toronto/story/2010/03/28/tor-intersex-horse.html

Hermaphrodite Horses Baffle the Racing Community
http://www.findingdulcinea.com/news/sports/2009/may/Hermaphrodite-Horses-Baffle-the-Racing-Community.html

Laparoscopic Gonadectomy in Two Intersex Warmblood Horses
http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0737080611005004

L'invisibilizzazione dell'intersessualità in Italia
www.formazione.unimib.it/DATA/hot/677/balocchi.pdf


L'1,7% delle nascite presenta casi d'intersessualità ed è un dato rilevante
http://affaritaliani.libero.it/Rubriche/cafephilo/arfini2106.html


Pubblicato su: antispecismo.net, blog anguane, intersexioni

domenica 27 aprile 2014

Intervista a Laura Caruso

Laura Caruso, intervistata da Irene Serini, ci racconta della situazione attuale delle persone transessuali ed intersessuali e delle novità che il ddl405 porterebbe








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domenica 20 aprile 2014

Alexia: supporto per i genitori di neonati intersex

Dai commenti alla petizione:
Non è solo uno scandalo chiedere alle persone di adeguarsi entro un rigorosissimo bimorfismo sessuale coercitivo, è anche vergognoso che per quanto riguarda le situazioni di intersessualità, all'interno delle strutture ospedaliere, non si trovino figure adeguate a supportare psicologicamente dei genitori fondamentalmente impreparati (Alexia).

Purtroppo quel che dice Alexia è una realtà: I medici sono spesso impreparati a gestire i bambini (e gli adulti) con condizioni di intersessualità. Usano parole come patologia, deviazione, problema. Mettono i genitori in stato d'allarme con parole come decidere, intervenire, correggere. Non esistono figure formate, che possano assistere i genitori, che possano sostenerli, che possano aiutarli. 

Il ddl405 prevede lo stop alle chirurgie correttive su neonati nati con condizioni di intersessualità, ma prevede anche formazione per il personale sanitario: i genitori hanno il diritto di proteggere i propri figli, hanno il diritto di essere informati ed aiutati per poterlo fare nel migliore dei modi.

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giovedì 17 aprile 2014

Ho firmato perché.. credo nell'autodeterminazione

Perché sono la mamma di un piccino con diversa differenziazione sessuale e credo nella autodeterminazione...
(Serena)

Sono felice, perché questa mamma ha preferito dare il potere di scegliere al bimbo, sono felice perché, anche grazie alla nostra campagna, questi genitori si sentiranno sempre meno soli

Segnalo a tutti e tutte che intersexioni ha attivo un punto informativo sulle questioni intersex/dsd, uno sportello virtuale di prima accoglienza tramite web o telefono e lavora per creare una rete di contatti tra persone direttamente interessate (intersex/dsd), loro familiari e amici, studiose/i, attivisti e operatori socio-sanitari.

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mercoledì 16 aprile 2014

Nicole Braida parla di Intersessualità

Nicole Braida, compagna del collettivo intersexioni, parla di  intersessualità ad Oltre Le Differenze ~ Il mondo lgbtq su Antenna Radio Esse





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lunedì 14 aprile 2014

Buon Compleanno 164, sperando sia l'ultimo.

Oggi è il 32° compleanno della legge 164/82, ma non voglio festeggiare una legge che vorremmo vedere abrogata in favore di una migliore e al passo con i tempi. 

Voglio celebrare un movimento trans che, pur di almeno 50 volte inferiore in numero a quello d'oggi, negli anni '80 riuscì a far rispettare a questo stesso stato quel che loro pretendevano: il riconoscimento come donne, perché a quei tempi ci si operava all'estero e in Italia si era fuori legge.
La 164, legge sanatoria, legge nata perché ormai era un dato di fatto che ci fossero donne nate maschio, operate, che non potevano più essere ignorate, ha risposto all'esigenza che delle donne transessuali manifestavano nel 1982 e ha permesso alle persone transessuali di inserirsi nella società.

La storia si ripete. Oggi ci sono anche gli uomini transessuali, per i quali l'intervento di RCS (rettifica chirurgica del sesso) è un terno al lotto (ma spesso lo è anche per le MtF). Ci sono almeno 5 persone che in Italia vivono senza essersi operate, ma che hanno già ottenuto il cambio anagrafico, c'è l'ordinanza n. 14329/2013, in cui la Corte di Cassazione ritiene sia sospetto di incostituzionalità l'automatico scioglimento del matrimonio quando uno dei due coniugi cambi sesso, oggi sappiamo che mutilare genitali di bambini nati con genitali atipici (intersessuali) significa plagiarli nell'anima.  Oggi c'è il disegno di legge 405.

Oggi ci siamo noi, noi che urliamo NO ai tribunali e SI all'autodeterminazione.

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lunedì 31 marzo 2014

Franco: gli fu tranciato di netto il piccolo pene.

Franco, medico psichiatra, ci segnala questa brutta storia, scritta di suo pugno, su una persona ricoverata in psichiatria una decina di anni fa:

Nacque con i genitali esterni di maschio e di femmina, tutto insieme, maschio e femmina lo voleva Dio, la natura, ma non gli uomini, ed i suoi genitori dovettero scegliere che cosa dovesse diventare, e scelsero femmina.
Fu operato, quell’essere, ermafrodita vero o falso, gli fu tranciato di netto il piccolo pene, e rimase solo con i genitali esterni femminili.

Crebbe come femmina, fu educata , vestita da femmina, frequentava le amiche, andava in chiesa, tutto al femminile.

Divenne una bellissima ragazza, alta e bionda, e tutti potevano ammirare la sua bellezza. Una bella donna, nel corpo, ma maschio nella testa, maschio nella mente. Crebbe senza una precisa consapevolezza, si atteggiava a femmina perché cosi era la sua biologia esterna, perché un dì qualcuno fu costretto a fare una scelta per lei, qualcuno che desse una identità di genere a questo essere a cui la natura aveva dato i genitali esterni di ambedue i sessi.

Si poteva lasciarlo cosi ambiguo? si poteva aspettare che crescesse e decidesse lui stesso cosa fare e cosa diventare?

a lui/lei la scelta definitiva?

Crebbe da femmina, le sue amiche si fidanzavano, si sposavano, ma lei no. Senza un fidanzato, infine restò sola, senza amiche, e senza amici.

Odiò la madre che l’aveva reso femmina, e odiava il petto grosso che si fasciava fortemente con un panno, sino a farlo scomparire, si tagliò i capelli cortissimi, portava solo jeans e pantaloni larghi, parlava così, con il linguaggio del corpo, lui che non parlava con le parole, si vergognava tantissimo , se ne stava a letto e girava le spalle, scherzo della natura, massa ibrida, sfida all’identità, alle regole, diverso dai normali, diverso dai diversi, esso stesso si avvertiva come un essere schifoso, in colpa, ormai stressato, depresso, infine relegato a casa, rifiuto della società , oltre che della famiglia, ermafroditismo vero o falso?

Compiuti i 20 anni era rimasta sola, non era argomento affrontabile a casa, non poteva esordire dicendo: "Avete sbagliato tutto, io non sono una femmina, io sono un maschio". Orrore.!
Non era cosa che si potesse discutere a Gela, ormai era una mente maschile in un corpo femminile, si poteva pensare a rioperarlo per dargli un corpo da maschio, per dargli una dignità, una vita possibile, oggi si può, oggi si seguirebbe questa strada, negli ultimi anni l’opinione pubblica si è abituata a sentire tante cose strane o strambe, tante cose originali, ma allora, allora non avevamo ancora un governatore gay, non era di moda il transgender, non c’era l’unione europea a scrivere regolamenti per i diversi, non c’era un gay-pride, l’orgoglio gay, no.
Era troppo presto, cosi si viveva nella vergogna e nel silenzio, una tragedia si consumava in solitudine e senza parole, lo stupore, la vergogna superavano tutto.

Fu ricoverata in un reparto psichiatrico, per calmarla, per sedarla, per farle accettare una identità non sua. Fu ricoverata fra i pazzi, fu trattata da pazza, e si suicidò.
La trovarono schiacciata sul pavimento alle sei del mattino, precipitata dalla terrazza dell’ospedale, muta, epilogo triste di una impossibile vita
 (Franco Lauria, medico chirurgo, specialista in psichiatra).

L'ironia della sorte vuole che proprio a Gela, pochi mesi fa, in un caso analogo i medici si chiedesserò con tanto di risonanza mediatica se operare o no un altro neonato nato con genitali atipico, per dargli un sesso definito. Non sappiamo come è andata a finire questa storia e spero tanto questo pezzo possa arrivare a sensibilizzare tanti genitori che si trovano a dover ascoltare suggerimenti di medici che non sempre sono sufficientemente preparati.

Un corpo intersex va rispettato. I bambini hanno il diritto di poter scegliere, di poter sviluppare la propria identità di genere, di potersi definire maschi, femmine o altro.

Violare un corpo neonato con un bisturi produce solo sofferenza. Per questo chiediamo il divieto di chirurgie genitali su neonati intersessuali.

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mercoledì 26 marzo 2014

i compagni di provita illustrano il caso Reimer


Provita, associazione che intende promuovere i valori della Vita, dal concepimento fino alla morte naturale, e della Famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna oggi è dalla nostra parte, anche se forse solo perché ha preso l'esempio sbagliato!

david_reimer_video


Nell'articolo "il suicidio di quel bambino che qualcuno volle fare femmina" leggiamo:

Quando si parla di suicidi si pensa subito a casi estremi, quasi a voler allontanare da sé non tanto le motivazioni ma anche le responsabilità sociali di tali atti.
La storia di Bruce, che divenne Brenda e poi David, dà la miglior risposta possibile all’annosa discussione sul rapporto natura - cultura.
[..] Le percentuali di suicidi tra le persone che, per scelta o per disgrazia, si sono trovate a “cambiare sesso” sono altissime [NDR - come sottolineato da qualsiasi studio sull'argomento sono altissime a causa dello stigma sociale e della transfobia].
 [..] Per un madornale errore in un banale intervento di circoncisione, uno di due gemelli, Bruce, venne bruciato il pene. Occasione troppo ghiotta per il Dottor John Money che convinse i genitori a sottoporre il figlio ad un’operazione chirurgica per rimodellargli una vagina, vestirlo da bambina, trattarlo da tale e cambiargli nome in Brenda. E così disgraziatamente fecero.
Bruce/Brenda, troppo piccolo per comprendere razionalmente cosa stava accadendo, mantenne atteggiamenti maschili, rubava i vestiti da maschietto al gemello ed insistendo per fare la pipì in piedi [NDR - L'identità di genere di Bruce era palesemente maschile]. Lunghi periodi di depressione, i consigli nefasti del Dott. Money, una vita di frustrazione ed istinti violenti.
[..] Ormai divenuto grande, Bruce/Brenda venne a sapere dal padre la genesi del suo problema [NDR - la riattribuzione chirurgica del sesso contro la sua volontà]: lui reagì cambiando nuovamente nome –in David- sottoponendosi a cure ormonali, due operazioni ricostruttive del pene, ingrassando per nascondere il seno. Iniziando a frequentare donne.
Tutto inutile: una vita ormai distrutta, un’esistenza violata [NDR - come vi sentireste sapendo, da grandi, che vi hanno plagiato i genitali e fatto vivere nella menzogna, fino a quel giorno?].

Ecco un esempio di una morte procurata, voluta, fortemente innescata da una società che ha perso il segno, ogni forma di possibile limite. Una società che oscilla pericolosamente dal nichilismo alla volontà di sostituirsi alla natura.

Money, il medico che sosteneva l'identità di genere fosse plasmabile con l'educazione (un po' come chi sostiene oggi che omosessualità e transessualità siano correggibili con l'educazione..), è il capostipite della teoria per cui, dando un sesso definito a quei neonati che nascono con genitali atipici, ed educandoli come questo non fosse mai accaduto, il bambino non avrà alcun problema. Purtroppo, come dimostra il caso Reimer, l'identità di genere è innata, ognuno ha la sua e non dipende dal corpo in cui abita. Come non è possibile correggere con l'educazione un neonato cui è stata sbagliata la circoncisione, non è possibile correggere l'identità di una persona transessuale e nemmeno di un neonato intersessuale.

Purtroppo, ancora oggi, ai genitori di bambini nati con genitali atipici viene consigliato dai medici di intervenire chirurgicamente, più volte perché i bambini crescono e gli organi artefatti dal bisturi hanno bisogno di continui ritocchi, e con ormoni, tenendo il bambino all'oscuro di tutto. Facendolo crescere nella paura (vi invito a guardare il breve documentario a fondo pagina.

Oggi tutte le associazioni intersessuali del mondo chiedono il divieto di mutilazioni genitali sui neonati, i quali hanno in diritto di determinare a quale sesso appartenere, quando la loro identità di genere sarà manifesta). 




Firma la petizione! http://goo.gl/BFjLxD 



giovedì 20 marzo 2014

Grazia: garantire la dignità

Tra i commenti della petizione:

vorrei cambiare i miei documenti e chiamarmi Xaris, per garantire dignità ed inserimento sociale alle persone transessuali e transgender e per vietare gli interventi mutilativi sui neonati nati intersessuali. (Grazia, di Atene, Grecia)

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mercoledì 19 marzo 2014

proteggere i corpi neonati



dai commenti alla petizione: "La costrizione alla chirurgia è degna di un paese barbaro; l'identità di genere non deve essere riconosciuta solo in base ad un mero calcolo chirugico, essere donna o uomo non è questione né di apparato riproduttivo, né di centimetri". (E. Bonfanti)

Sapevate che i neonati con genitali atipici, subiscono spesso interventi estetici per ridurli ad uno dei due sessi, violando l'integrità del corpo di una persona che non può ancora prendere decisioni?

la pdl405 risolve questo problema all'articolo 13!

"Chi alla nascita presenta condizioni congenite nelle quali lo sviluppo del sesso cromosomico, gonadico o anatomico è atipico non può essere sottoposto a trattamenti medico-chirurgici per l’assegnazione di caratteri sessuali di un solo sesso"


 

 per approfondimenti intersexioni
 per sottoscrivere la petizione: http://goo.gl/BFjLxD

Approvazione della proposta di legge sulla modificazione dell’attribuzione di sesso


In seguito alla petizione che ho lanciato su change.org ho aperto questo blog, uno spazio pubblico dove condividere pensieri, aneddoti, storie di vita e di discriminazione. Invito quindi tutti a fare un scritto di una decina di righe, mandare una vostra foto, un'immagine o un breve video, firmato (nome, nome e cognome, pseudonimo) per far si che chi ci legge impari a conoscerci, per abbattere assieme il muro dell'ignoranza.

Aspetto i vostri contributi! disegnodilegge405@gmail.com
Qui il testo della petizione:
Mi chiamo Michela e sono una donna nata maschio. Vivo come donna da ormai tre anni e ho una relazione stabile con un ragazzo che ha fatto il percorso inverso al mio (da donna a uomo) che è anche un ottimo genitore. Abbiamo una vita tranquilla e felice, finché non abbiamo necessità di utilizzare i nostri dati anagrafici.
In Italia, infatti, per cambiare l'indicazione di sesso e nome sui documenti viene richiesto un lungo e costoso iter medico e giuridico che può durare anche 6 anni e che troppo spesso viene concesso solo dopo l'avvenuta sterilizzazione chirurgica. Durante questo periodo è inevitabile l'obbligo di convivere per anni con l'aspetto desiderato ma con documenti che non ci rappresentano più, con inevitabili problemi e continue violazioni della privacy.
Io, come tante altre persone transessuali, non ho intenzione di subire mutilazioni genitali, perché sono in perfetta sintonia con il mio corpo attuale. Io, come tante persone transessuali, sono stanca di perdere tempo, energie e soldi per colpa di una legge scritta 32 anni fa, che nessuno intende rinnovare.
In questi anni me ne sono capitate diverse, la più frequente è il dover spiegare perché sui documenti che mostro c'è un nome maschile quando pago con la carta di credito, quando ritiro le analisi, quando passo un check-in, quando mi intestano una fattura, ritiro un pacco o prelevo dei soldi allo sportello delle poste e, ovviamente, tutti i presenti ne vengono così a conoscenza.
Sono veterinaria, quanti clienti avrei timbrando ogni prescrizione e ogni fattura con un nome ed un codice fiscale maschili? Quanti colloqui di lavoro sono stati bruciati dall'essere transessuale? Qualche mese fa ho superato ben tre selezioni, con tanto di complimenti da parte dell'ultimo esaminatore. Nessuno aveva pensato di chiedermi i documenti. Quando sono stata obbligata a svelarmi come donna transessuale sono iniziate le scuse e il lavoro è andato a qualcun altro.
Quanto tutto questo incide sulla transfobia che porta l'Italia ad essere il primo paese in Europa per omicidi di persone transessuali? Quanto tutto questo incide sui suicidi e sull'isolamento che quotidianamente avvengono nel nostro paese?
Per garantire dignità ed inserimento sociale alle persone transessuali e transgender e per vietare gli interventi mutilativi sui neonati nati intersessuali, chiedo alla Presidente della Camera Laura Boldrini e al Presidente del Senato Pietro Grasso che tale proposta venga celermente avviata all'iter di approvazione e convertita in legge.
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La puntata de “i dieci comandamenti” che racconta la storia mia e del mio ragazzo: http://goo.gl/lvvR0h